Operazioni non critiche

Operazioni non critiche: volare senza rischi

Chiunque desideri utilizzare un Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR) per attività lavorative o a scopo di lucro ha la responsabilità di acquisire una solida preparazione in materia di sicurezza e normativa.

 

Il corretto svolgimento delle operazioni non critiche con i droni è disciplinato da specifiche norme e procedure atte a ridurre i rischi per le persone e le infrastrutture. Comprendere appieno queste regole e sviluppare le competenze tecnico-pratiche per applicarle in concreto è fondamentale per chi si approccia ai SAPR in ambito professionale.

 

A tal fine risulta indispensabile frequentare una scuola di droni certificata come Professione Drone, in grado di offrire una formazione completa, aggiornata e specificatamente focalizzata sulle esigenze del mercato del lavoro.

 

Solo acquisendo una solida base teorica e pratica presso tale istituto è infatti possibile sviluppare le capacità richieste per operare in sicurezza con i velivoli a pilotaggio remoto, conseguendo le abilitazioni necessarie a svolgere in modo responsabile le operazioni non critiche commerciali e professionali.

 

Chi intraprende questo percorso formativo presso Professione Drone può contare su programmi didattici certificati dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) al fine di apprendere le competenze fondamentali per avviare una carriera in una professione in forte crescita come quella legata ai SAPR.

 

Operazioni non critiche: classificazione delle operazioni non critiche

La classificazione delle operazioni non critiche prevede tre principali categorie: operazioni a vista (VLOS), operazioni estese (EVLOS) e operazioni automatiche (BVLOS).

 

Le operazioni a vista (VLOS) si svolgono mantenendo il velivolo a pilotaggio remoto all’interno del campo visivo diretto dell’operatore. Non sono ammesse condizioni di volo che possano interferire con la sua visuale, ad esempio volare oltre gli ostacoli. L’operatore deve avere in ogni momento il controllo della situazione e poter intervenire prontamente in caso di emergenza.

 

Le operazioni estese (EVLOS) consentono l’uso della tecnologia ottica avanzata come i dispositivi elettro-ottici e le telecamere ad alta definizione per estendere le capacità di supervisione dell’operatore oltre i limiti del suo campo visivo naturale, restando comunque in grado di identificare e schivare gli ostacoli in tempo reale. Le procedure standard richiedono che il velivolo a pilotaggio remoto sia mantenuto entro una distanza predefinita e visibile con i dispositivi ottici in dotazione.

 

Le operazioni automatiche (BVLOS) con un SAPR si svolgono in assenza di contatto visivo diretto tra l’operatore e il velivolo. Queste operazioni prevedono che il velivolo a pilotaggio remoto sia in grado di volare e completare la missione in modo autonomo, ricorrendo a sistemi avanzati di navigazione, gestione del volo e sistemi di sensori e schivata degli ostacoli. Pertanto richiedono stringenti requisiti certificativi in materia di affidabilità dei sistemi, sicurezza, ridondanza e gestione delle emergenze.

 

Nell’ambito delle operazioni non critiche è possibile distinguere tre principali classi di operazione a seconda del livello di supervisione e autonomia del velivolo a pilotaggio remoto, ciascuna con propri criteri e limitazioni stabilite a livello normativo per garantire il più alto livello possibile di sicurezza.

 

Droni operazioni non critiche: Requisiti per lo svolgimento

Per quanto riguarda i requisiti per lo svolgimento di operazioni non critiche con velivoli a pilotaggio remoto di massa operativa al decollo inferiore ai 25 kg, vi sono alcuni aspetti fondamentali da rispettare. In primo luogo, è necessario rispettare precisi limiti di peso, altezza e distanze minime dall’operatore. Generalmente non è infatti consentito superare i 25 kg di peso al decollo o i 120 metri di quota geodetica, mantenendo comunque il velivolo entro i 500 metri di raggio visivo o con ausilio di dispositivi ottici.

 

Un altro requisito riguarda la formazione dell’operatore. Per pilotare droni non critici in sicurezza è necessario conseguire un apposito brevetto di pilota UAS drone, rilasciato a seguito del superamento di specifici corsi di droni di addestramento teorico-pratici. Sono inoltre vietati i sorvoli al di sopra di aree particolarmente sensibili quali aeroporti, infrastrutture critiche, centri abitati o assembramenti di persone, per motivi di sicurezza.

I velivoli devono essere debitamente marcati e registrati presso l’ENAC, al fine di permetterne l’identificazione in caso di incidenti o infrazioni.

 

Infine, è obbligatoria la sottoscrizione di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per risarcire eventuali danni causati a terzi durante le operazioni. Il rispetto di questi parametri è fondamentale per eseguire in sicurezza le operazioni non critiche.

 

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