APR drone

APR drone: Pianificazione delle missioni e studio Enviromental Risk Assessment

Benché il conseguimento del patentino remoto tramite un corso per droni certificato presso una scuola di droni riconosciuta rappresenti un requisito essenziale, non può considerarsi l’unica competenza necessaria a chi intende gestire missioni professionali con un APR drone.

 

Risulta infatti altrettanto fondamentale padroneggiare tecniche avanzate di pianificazione delle rotte e waypoint, saper identificare con precisione i fattori ambientali e di rischio attraverso un’attenta analisi dello scenario operativo, ed essere in grado di predisporre con perizia l’Environmental Risk Assessment.

 

Solo apprendendo in maniera rigorosa le fasi di progettazione delle missioni e le metodologie per la redazione dell’ERA, i piloti possono operare in piena sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti, tutelando l’incolumità della popolazione e l’assetto del traffico aereo.

 

Mentre la certificazione è da considerarsi propedeutica all’ottenimento delle abilitazioni, le competenze gestionali legate alla pianificazione strategica e alla valutazione rischi costituiscono prerequisiti imprescindibili senza i quali le attività con un APR drone non potrebbero aver luogo. Pertanto, è evidente come la formazione teorico-pratica erogata dalle migliori scuole di droni debba prevedere anche moduli specialistici su tali tematiche.

 

APR drone: le Fasi di pianificazione di una missione 

La pianificazione di una missione APR drone è un processo articolato che prevede diverse fasi fondamentali. In primo luogo, è necessario definire con precisione gli obiettivi della missione e le specifiche tecniche richieste in relazione al tipo di operazioni che i piloti di droni devono svolgere. Ad esempio, per il monitoraggio ambientale di aree boschive è indispensabile che il velivolo sia in grado di trasportare sensori ottici avanzati con risoluzione adeguata.

 

Una volta chiariti gli scopi della missione, si procede a identificare le aree di interesse geografiche dove condurre le operazioni di sorvolo, analizzando vari fattori quali l’orografia del terreno, le condizioni meteorologiche prevalenti, le restrizioni al sorvolo di determinate zone. Questa fase di mappatura del teatro operativo è fondamentale per pianificare al meglio i waypoint lungo le rotte che i piloti di droni dovranno seguire.

 

La scelta dei sistemi hardware e software da impiegare è strettamente correlata agli obiettivi definiti precedentemente. Ad esempio, per l’ispezione di grandi infrastrutture come gasdotti o linee elettriche, potrebbe risultare più idoneo un APR drone di grandi dimensioni con autonomia elevata, mentre per il monitoraggio di aree urbane potrebbe essere opportuno optare per sistemi più compatti e maneggevoli.

 

È quindi elaborata una strategia di volo che prevede la pianificazione delle rotte ottimali e dei waypoint sul terreno, tenendo conto delle limitazioni geografiche e operative emerse nelle fasi precedenti. I piloti di droni valutano con attenzione i tempi stimati di percorrenza, i punti di decollo e atterraggio, le procedure da seguire in caso di imprevisti.

 

Infine, sulla base della strategia definita, sono previste le risorse materiali e umane necessarie allo svolgimento della missione, compresi i tempi stimati per il completamento delle operazioni. Il piano operativo deve poter essere flessibile e adattabile a possibili variazioni riscontrabili sul campo dai piloti durante lo svolgimento della missione.

 

APR droni: Redazione dell’Environmental Risk Assessment

La redazione dell’Environmental Risk Assessment (ERA) rappresenta una fase cruciale che l’operatore drone deve portare a termine prima di ciascuna missione.

 

La prima cosa che deve essere fatta è uno studio approfondito per rilevare la presenza di eventuali ostacoli fissi, come edifici, tralicci ed impianti industriali, o mobili quali linee elettriche, alberi e gran parte del traffico aereo non professionale che potrebbero interferire con la rotta di volo dell’APR drone.

 

Successivamente si procede con una valutazione accurata dei rischi legati a condizioni meteo e parametri atmosferici, al fine di stimare possibili effetti del vento sulla stabilità del velivolo e verificare l’idoneità a operare in condizioni di scarsa visibilità o precipitazioni.

 

L’operatore tiene in considerazione anche le interferenze elettromagnetiche e la presenza di segnali radar non correlati al volo del drone, soprattutto nelle aree densamente antropizzate dove è necessario che il velivolo sia in grado di evitare rischi di jamming del sistema di controllo.

 

Uno studio approfondito è dedicato poi alle aree sensibili come abitazioni, infrastrutture critiche, aeroporti e la densità della popolazione nell’area di interesse, al fine di identificare rischi per la privacy e la sicurezza delle persone. Sulla base delle analisi condotte, l’operatore predispone quindi idonee misure di mitigazione dei rischi identificati e procedure da attuare in caso di situazioni di emergenza durante il volo dell’APR drone.

 

L’ERA completo, contenente tutte le valutazioni condotte, deve essere inviato all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) che rilascia le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della missione programmata.

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